LEGGE STABILITA’ 2015 e PENALITA’ PER TRATTAMENTI PRIMA DEI 62 ANNI

113. Con effetto sui trattamenti pensionistici decorrenti dal 1º gennaio 2015, il secondo periodo del comma 2-quater dell'articolo 6 del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente: «Le disposizioni di cui all'articolo 24, comma 10, terzo e quarto periodo, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, in materia di riduzione percentuale dei trattamenti pensionistici, non trovano applicazione limitatamente ai soggetti che maturano il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017».

Nessuna penalizzazione per chi va in pensione anticipata entro il 2017 con meno di 62 anni di età. La norma abrogata prevedeva una penalizzazione per gli accessi alla pensione anticipata calcolata col sistema retributivo di  un 1% per ogni anno di anticipo rispetto ai 62 anni elevata al 2% per ogni ulteriore anno di anticipo rispetto ai 60 anni. Tale penalizzazione non trovava applicazione per coloro che maturassero l’anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017, se derivata da prestazioni effettiva di lavoro (compresi i periodi di astensione obbligatoria di maternità, la leva militare, l’astensione dal lavoro per gli infortuni, malattia, cassa integrazione, per la donazione di sangue e emocomponenti, l’astensione parentale e i congedi e i permessi per l’assistenza a disabili) con esclusione quindi dei periodi di riscatto laurea.

 

In particolare, salvo diversa interpretazione, il taglio non dovrebbe operare se raggiunti i requisiti entro il 31 dicembre 2017 il lavoratore decide  di continuare a lavorare e andare in pensione in data successiva.

 

a cura di Marco Perelli Ercolini