INPS E BOERI, SEPARIAMO LA PREVIDENZA DALL'ASSISTENZA

L'intervento di Michele Poerio e Carlo Sizia

 

Recentemente è stato chiamato alla responsabilità di Presidente Inps Tito Boeri, professore bocconiano. Nulla da eccepire sul curriculum professionale del prof. Boeri, anche se logica ed esperienze pregresse (professori Monti e Fornero, su tutte) avrebbero forse consigliato che alla presidenza Inps fosse individuata una personalità di ampia e consolidata esperienza e competenza in campo manageriale e politico-sociale.

A riprova di quanto anzidetto, sottolineo come il prof. Boeri si sia affezionato ad una sua vecchia ipotesi di taglio sulle pensioni retributive, ancora ribadita con interviste a giornali quotidiani solitamente attendibili (Il Sole 24 Ore; Il Corriere della Sera) anche dopo la sua nomina alla Presidenza Inps.

L’ipotesi anzidetta, non meglio precisata, consisterebbe nel ricalcolare le vecchie pensioni liquidate con il meccanismo di calcolo retributivo, secondo la normativa in vigore, applicando ad esse (ora per allora) il meccanismo di calcolo interamente contributivo: sul differenziale tra pensione retributiva reale (verosimilmente di importo maggiore) e pensione contributiva teorica, circa il 20% verrebbe sottratto ai legittimi percettori delle pensioni retributive in atto per essere destinato in modo permanente ad alimentare un “Fondo di solidarietà intergenerazionale” finalizzato a corroborare le anemiche pensioni dei futuri pensionati soggetti al meccanismo di calcolo contributivo (cioè i dipendenti assunti dal 1/01/1996 in poi).

 

Il nuovo calcolo dovrebbe riguardare solo le pensioni retributive superiori ad un certo importo (2.500-3.000 € lordi/mese) e dal taglio operato dovrebbe derivare un risparmio sulla spesa previdenziale di circa 4 mld di €/anno, sempre secondo il prof. Boeri. Ritengo l’ipotesi in questione del tutto peregrina e la stima dei risparmi indotti  una “spacconata alla Renzi”.

 

Proviamo ad argomentare le ragioni che rendono tecnicamente impossibile e giuridicamente illegittima l’ipotesi Boeri prima illustrata. Innanzitutto per ricalcolare le pensioni retributive in godimento (in particolare nel pubblico impiego) applicando ad esse il calcolo contributivo, bisognerebbe conoscere nel dettaglio tutti i contributi (anche risalenti a 50-60 anni fa) versati in capo ai singoli pensionati durante la loro pregressa vita di lavoro, cosa impossibile e velleitaria anche tenendo conto, per le professioni sanitarie, che è stato modificato nel tempo l’assetto giuridico dell’ente datore di lavoro (enti ospedalieri, USL, ASL, ecc.).

 

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