CUMULO - TIMORI DI SOSTENIBILITA’ DA PARTE DELLE CASSE

a cura di Marco Perelli Ercolini – vice presidente vicario Feder.S.P.eV.

Le Casse privatizzate temono che il cumulo gratuito degli spezzoni contributivi possa creare squilibri sulla sostenibilità con nuovi oneri non coperti (?!?) …  e non sarebbero noccioline: si parla di circa un miliardo di euro. Flussi peraltro contabilizzati in cassa: soldi versati, però inefficaci autonomamente per una pensione. Dunque il «cumulo» non è una regalia, ma un  giusto riconoscimento di contributi versati dal lavoratore, che risultando singolarmente inefficaci ad un trattamento di pensione verrebbero -inglobati- dall’ente di previdenza e le cifre segnalate dimostrano quanto verrebbe sottratto al lavoratore.

Ricordiamoci come in passato con le Casse degli Istituti di Previdenza del Ministero del Tesoro, quando non veniva riconosciuto alcun  diritto a pensione,  i rispettivi contributi versati dal lavoratore inefficaci per un trattamento di pensione venivano incamerati dall’ente, non essendo possibile il trasferimento a eventuali altre Casse (quelle professionali in particolare) con l’unica eccezione per l’AGO (Inps), ma anche qui non sempre poi si raggiungeva una certa anzianità contributiva e tutto andava in fumo. Dunque tesaurizzazione della Cassa, ma a scapito del lavoratore. 

In passato questo pastrocchio venne  parzialmente sanato con la possibilità alla ricongiunzione, ma essendo onerosa non sempre veniva attivata dal lavoratore che così perdeva i contributi versati, incamerati invece dall’ente previdenziale  (CPS,CPDEL,ecc).

Con una notevole mobilità lavorativa tale fenomeno si è reso ora molto più evidente e pesante.

Il provvedimento attuale tenta di sanare una lacuna legislativa di altri tempi e soprattutto la perdita di pezzi contributivi con gravi danni previdenziali che vanificano un dovuto nonostante una contribuzione pagata: evitare che i sacrifici contributivi del lavoratore vadano persi e abolire un discutibile arricchimento delle casse dell’ente

Per inciso, ricordo che l’Enpam, Ente di previdenza dei medici e degli odontoiatri, al raggiungimento dell’età pensionabile restituisce, nell’attualità come nel passato, con gli interessi semplici (in passato addirittura composti!) i contributi versati rimasti inefficaci per una pensione, trattenendo solo una certa somma (in percentuale) per la copertura assicurativa per eventuali erogazioni prevido-assistenziali in caso di invalidità e di premorienza.

Pubblicato il 31/01/2017