BONUS RENZI-POLETTI DICHIARAZIONI DI POERIO E BIASIOLI

Riprese da Formiche.it, le dichiarazioni di Michele Poerio e Stefano Biasioli.

Dirigenti in subbuglio contro il bonus Renzi-Poletti.
“Noi siamo pronti ad impugnare in tutte le sedi giurisdizionali, anche europee, la legge 109/2015 che continua a penalizzare in modo indecente la categoria dei pensionati”. Queste le parole di Michele Poerio, segretario generale vicario di Confedir (Confederazione autonoma dei dirigenti quadri e direttivi della Pubblica Amministrazione) che suonano proprio come una dichiarazione di guerra. Ma, in realtà, la battaglia era già iniziata da quando il Governo aveva risposto alla sentenza dell Corte Costituzionale con quel bonus (Renzi-Poletti) che Stefano Biasoli, il presidente di Confedir, aveva definito “una grossolana fregatura”. Fregatura perché il rimborso è sembrata una “mancia”, fregatura perché “le pensioni non sono privilegiate, ma adeguate ai contributi versati”, fregatura perché “il furto continuerà anche negli anni a venire”.
LA STRATEGIA DI ATTACCO
Già a maggio Biasoli aveva lanciato una battaglia da sferrare attraverso una “rete di autotutela” che vuoleva unire dirigenti, quadri, professionisti, tecnici ed operai, tutti in pensione. Da intimazioni all’INPS per un giusto adempimento degli obblighi previsti dalla sentenza 70/2015, a moniti verso gli ordini professionali che non tutelano i pensionati; da richiami a Tito Boeri, presidente INPS, affinché gestione assistenziale e previdenziale vengano separate, alla creazione di un un nuovo sistema previdenziale integrativo per le giovani generazioni.
PENSIONATI ALLA RISCOSSA? NO GRAZIE
Altro che “pensionati alla riscossa”, come aveva titolato l’Unità nei giorni scorsi, qui la strategia sembra andare oltre quella di una semplice ribellione. “Circa 4 milioni di pensionati – continua Poerio – hanno ricevuto il rimborso di una minima parte di quanto loro era stato “rubato” dal Governo Monti con il blocco della perequazione sulle pensioni superiori a 3 volte il minimo INPS (1.405,00 euro lordi mensili) per gli anni 2012- 2013, ritenuto poi illegittimo dalla Consulta con la Sentenza 70/2015. Il rimborso, assolutamente parziale, non interesserà tutti pensionati ma solamente le pensioni fino a 6 volte il minimo INPS (circa 2.880,00 euro lorde mensili). Nulla per le pensioni superiori a tale cifra!”. Ai circa 4,5 milioni di pensionati interessati, infatti, l’Inps erogherà solo il 12,4% di quanto dovuto, e quindi manca all’appello più dell’80% del dovuto, come specifica la Cgia (associazione artigiani e piccole imprese).
GLI ALLEATI
Anche le associazioni dei consumatori e i sindacati sono scesi sul piede di guerra. Promettono ricorsi a pioggia su quella che viene considerata una scelta illegittima del governo dal momento che non rispetta quanto stabilito dai giudici costituzionali ovvero che il danno subito andava rimborsato a tutti e per intero. Il Codacons, coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, ha già avviato una class action (azione legale condotta da uno o più soggetti )cui hanno aderito oltre 10mila pensionati.