INTEGRAZIONE, FINE VITA E PRIVACY - L'EUROPA C'E'


PROF. MICHELE POERIO, PRESIDENTE FEDERSPEV
Pillole d'Europa di Cinzia Boschiero


FONDI PER PROGETTI DI INTEGRAZIONE, STUDI SUL FINE VITA, REGOLE EUROPEE PRIVACY PER STARE MEGLIO COME CITTADINI EUROPEI E CONOSCERE DIRITTI E TUTTE LE OPPORTUNITA' UTILI

In questa rubrica notizie flash sulle normative europee e internazionali, notizie internazionali ed europee utili e pratiche per la vita di tutti i giorni. E’ attivo un servizio di “A domanda, risposta” su bandi, agevolazioni, finanziamenti europei , borse di studio e di ricerca nazionali, regionali e locali per i lettori di Affaritaliani. Per richieste di informazioni scrivete a cinziaboschiero@gmail.com – oppure alla e-mail: dialogoconleuropa@gmail.com
Domanda: come impatta il nuovo regolamento della privacy sul rapporto tra medico e paziente? Siamo noi in Italia a complicare le cose? Non è nato per
semplificare il regolamento europeo sulla privacy? Nicola Furesci
Risposta: In effetti il regolamento europeo è nato per semplificare tutto, ma Stati come l’Italia spesso ne complicano l’applicazione in quanto hanno già degli iter per le pratiche legate alla privacy che non riescono o non vogliono scardinare o semplificare. Di recente a Fermo si è tenuto un evento importante proprio sul tema “Il medico e la privacy” presso la sede dell’ordine dei medici a cui hanno partecipato diversi esperti da tutta Italia. La dott.ssa Anna Maria Calcagni, Presidente Omceo di Fermo e il prof. Marco Perelli Ercolini, Presidente della associazione Unpit e Vice Presidente Vicario di Federspev hanno evidenziato assieme ad altri il segreto professionale nel codice deontologico e nella legge civile e penale; l’avvocatessa Paola Ferrari ha spiegato il codice in materia di protezione dei dati personali e il regolamento europeo GDPR applicato in Italia e in Europa. Sono 1/3 stati evidenziati quali sono gli adempimenti da parte degli odontoiatri, dei medici di medicina generale, e quali sono gli adempimenti negli ospedali pubblici e nelle strutture sanitarie private e negli ambulatori Asl. Può chiedere gli atti del convegno e consultare il sito del Garante https://www.garanteprivacy.it/regolamentoue e trova altre indicazioni anche sul sito dell’osservatorio sanità https://www.osservatoriosanita.com/gdpr-sanitaobblighi-privacy-ridotti-per-medico/. Federspev, di cui è Presidente il prof. Michele Poerio che è anche segretario generale di Confedir, è una federazione in particolare è molto attenta al tema tutela privacy e tutela sanità e tutela pensioni; organizza periodicamente a livello europeo, nazionale e regionale anche seminari e incontri tra esperti e si è attivata molto per la tutela del sistema sanitario nazionale ed una corretta applicazione delle norme europee a favore dei cittadini. Il tema della privacy e del segreto professionale del medico era già inserita nel giuramento di Ippocrate (430 AC) e rappresenta un fondamentale obbligo sia giuridico che deontologico. Il codice di deontologia medica già distingue il segreto professionale (art. 10), la riservatezza dei dati personali (art. 11), il trattamento dei dati sensibili (art. 12) e Informazione e comunicazione a terzi (art.34). La legge sulla privacy , sottolinea il prof. Marco Perelli Ercolini ha il pregio di individuare i responsabili ovvero coloro che rispondono della mancata adozione delle misure di sicurezza e ricorda che trasparenza, correttezza e sicurezza sono fondamentali. Attenzione a non confondere il consenso informato all’atto medico con quello al trattamento dei dati sensibili per la protezione della riservatezza
Domanda: sto preparando una tesi sulle cure palliative e la gestione del tema decessi in psicologia a chi potrei rivolgermi per avere dei dati su progetti europei su questi ambiti per favore? Ludovico Binetti
Risposta: Le segnalo che il Gruppo GREES, Gruppo di Ricerca Epistemologica Emanuele Severino, di cui fanno parte nel Comitato Direttivo, la prof.ssa Ines Testoni, Univ. di Padova, il dott. Eugenio Parati, Direttore U.O.C. Malattie Cerebrovascolari Istituto Besta, e il prof. Giulio Goggi, docente di Filosofia teoretica, ha di recente vinto un importante progetto europeo Erasmus Plus intitolato ‘Death Education for Palliative Psychology (DE4PP)’. Il progetto probabilmente servirà da trampolino di lancio per un’ulteriore proposta che coinvolga tutti i Paesi dell’Unione Europea, viene gestito dall’Università di
Padova presso cui Ines Testoni dirige il Master il Death Studies & The End of Life, coinvolgendo con un ruolo di primo piano anche l’Associazione Nazionale Tumori (ANT).
Il tema riguarda la “death education” che si radica epistemologicamente nel pensiero di Emanuele Severino. A partire infatti dalla consapevolezza di che cosa significa eternità e dal conseguente superamento del nichilismo, la società occidentale può ritrovare il coraggio di affrontare il tema della morte in modo maturo, rispondendo così anche alle istanze di carattere più squisitamente formativo in ambito sanitario.
Domanda: faccio parte di una realtà no profit, abbiamo sviluppato un progetto di integrazione, ci sono fondi europei? Annamaria Tucero 2/3
Risposta: sì, c’è ad esempio il Fondo Asilo, migrazione e integrazione (FAMI) ed è aperto sino al 30 gennaio 2020 un bando per progetti transnazionali. Il bando ha un importo complessivo di 21,5 milioni di euro e sostiene progetti focalizzati su sette tematiche che sono ad esempio 1- Promuovere l'integrazione delle persone bisognose di protezione attraverso programmi di sponsorizzazione privata (risorse disponibili: 4.000.000 euro); Orientamento sociale dei cittadini di Paesi terzi appena arrivati attraverso il coinvolgimento delle comunità locali, comprese attività di mentoring e di volontariato (risorse disponibili: 4.000.000 euro); 3. Integrazione sociale ed economica delle donne migranti (risorse disponibili: 4.000.000 euro); 4. Campagne di informazione e sensibilizzazione sui rischi della migrazione irregolare in determinati Paesi terzi e in Europa (risorse disponibili: 4.850.000 euro); 5. Sostegno alle vittime della tratta (risorse disponibili: 2.550.000 euro); 6. Protezione dei minori migranti (risorse disponibili: 1.700.000 euro); 7. Progetti transnazionali ad opera degli Stati membri per la formazione di esperti nel settore dell'asilo e dell'immigrazione (risorse disponibili: 400.000 euro).
Possono presentare domanda persone giuridiche, enti pubblici, enti privati no profit, organizzazioni internazionali con sede legale in uno degli Stati dell’Unione Europea esclusa la Danimarca in quanto unico Paese europeo che non partecipa al Fondo.