MILANO AL CENTRO DELLA PROTESTA DEI PENSIONATI

PARTE DA MILANO LA PROTESTA NAZIONALE DEI PENSIONATI

I PENSIONATI CHIEDONO EDUCAZIONE E RISPETTO : non c'è equità senza merito

 

“Riuniti a Milano al Teatro Nuovo oltre 1500 pensionati chiedono a voce univoca ‘ EDUCAZIONE E RISPETTO’ oltre a evidenziare come tra senior e junior nel lavoro c’è un legame che la politica tende a voler spezzare, mentre i pensionati sono anche il vero welfare dell’Italia per i contributi che danno alle famiglie e al benessere della nostra Italia” dice il prof. Michele Poerio, Presidente del Forum Nazionale dei Pensionati e Presidente di FEDERSPEV,” la legge di bilancio, se sarà approvata come ci dicono, prevede un vero SCIPPO alle pensioni e lede un patto tra cittadini e Stato. Chi, come noi  pensionati ,ha onestamente lavorato e versato fior di contributi deve essere rispettato. Non siamo parassiti come ci hanno accusato di essere. Siamo disposti a fare sacrifici solo se tutti daranno un contributo sociale e non solo i pensionati che hanno già un valore di acquisto diminuito negli anni a causa della crisi”.  Dai pensionati provenienti da tutta Italia e facenti parte sia del Forum nazionale dei pensionati , - che racchiude in sé oltre 15 associazioni nazionali di pensionati-, che pensionati facenti parte di altre associazioni  la protesta inizia da Milano con una mozione sottoscritta e approvata il 14 dicembre indirizzata al Governo da  tutte le associazioni categoriali rappresentative di 850mila dirigenti pubblici, privati, magistrati, avvocati dello Stato, diplomatici, alti ufficiali delle forze armate, medici, dirigenti scolastici ed altre alte professionalità. “L’Unione fa la forza”, ribadisce il prof. Michele Poerio,” i politici ci dovranno ascoltare: le pensioni hanno già subito effetti negativi di ben otto blocchi totali o parziali del meccanismo di adeguamento al costo della vita, con una conseguente perdita di potere di acquisto del 20 per cento, non ché due contributi di solidarietà, senza che tutto ciò si risolvesse in maggiore equità sociale. I dirigenti e le alte professionalità rappresentano il 12 per cento dei contribuenti Irpef e versano il 58 per cento del gettito complessivo, sosteniamo il welfare di metà della popolazione italiana, siamo già sostegno per figli e nipoti; le pensioni retributive più alte scontano già gli effetti redistributivi e solidaristici di un sistema di calcolo a rendimenti decrescenti. Per i giovani occorre che il Governo dia opportunità di lavoro e non logiche culturali assistenziali, servono sgravi fiscali per le imprese, è importante ricordare che non c’è equità senza merito, e occorre ricucire il rapporto tra generazioni rovinato da politiche insane di rottamazione che non aiutano la solidarietà e la comprensione del valore del rapporto inter-generazionale positivo. Chi oggi attacca i senior, domani potrà , con il medesimo meccanismo di slealtà legislativa, ledere i diritti di altre fasce della popolazione: insorgiamo contro provvedimenti iniqui e chiediamo che sia attuata celermente ed efficacemente una netta separazione tra previdenza e assistenza”.    

Pubblicato il 17/12/2018